I pericoli sconosciuti delle infrastrutture idrauliche

I pericoli sconosciuti delle infrastrutture idrauliche

Ogni anno, centinaia di persone perdono la vita vicino alle infrastrutture idrauliche, non a causa di catastrofi naturali come alluvioni o cedimenti di dighe, ma per interazioni quotidiane e spesso banali. Questi incidenti, sebbene meno pubblicizzati, causano altrettante vittime delle peggiori catastrofi storiche legate alle dighe negli ultimi due secoli.

Le attività all’origine di questi drammatici eventi variano: una passeggiata lungo un canale pittoresco, una visita in un parco, o comportamenti più rischiosi come la pesca da una diga, il canottaggio o persino lo scivolo su uno scarico. Alcune di queste pratiche, ispirate dai social media, espongono le persone a rischi insospettati. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’alcol è coinvolto solo in una minoranza di casi, meno del 14% nel Regno Unito. Inoltre, solo il 15% degli annegamenti avviene durante attività di nuoto.

Ancora peggio, le misure di sicurezza pubblica sono spesso assenti o insufficienti, nonostante incidenti ripetuti in alcuni luoghi. Ad esempio, camminare o correre vicino ai corsi d’acqua rappresenta da solo il 37% dei decessi nel Regno Unito. Eppure, la popolazione generale non ha quasi alcuna consapevolezza di questi pericoli. I rischi sono lì, visibili, ma ignorati.

Le dighe a bassa caduta, comuni negli Stati Uniti, illustrano perfettamente questo problema. Queste strutture, progettate per regolare il livello dei fiumi, creano a volte una corrente subdola chiamata rotolo invertito. Questo fenomeno, invisibile in superficie, intrappola i nuotatori in un ciclo di immersioni ripetute, stancando anche i soccorritori più esperti. Soprannominate macchine per annegare, queste dighe hanno causato quasi 800 morti documentate negli Stati Uniti dagli anni ’50, una cifra probabilmente sottostimata.

Gli annegamenti accidentali vicino alle infrastrutture idrauliche colpiscono tutte le età e tutti i profili. Gli uomini sono più spesso vittime delle donne, in un rapporto che va da 3 a 1 a 4 a 1 a seconda degli anni. Le persone anziane tra i 60 e i 74 anni, così come i giovani adulti tra i 15 e i 34 anni, sono particolarmente vulnerabili. Gli incidenti si concentrano anche nei mesi più miti, con un picco a luglio, probabilmente a causa di una maggiore esposizione.

Il freddo gioca anche un ruolo subdolo. Un’immersione improvvisa in acqua a meno di 15 gradi può provocare uno shock termico in pochi secondi, causando una perdita di destrezza, un deterioramento delle funzioni cognitive o addirittura un arresto cardiaco. Anche senza ferite iniziali, il corpo perde rapidamente le sue capacità, rendendo difficile la sopravvivenza.

Fortunatamente, esistono soluzioni. Alcune sono già attuate, come la rimozione di dighe pericolose o la loro modifica per facilitare il passaggio dei pesci riducendo al contempo i rischi. Altre misure, meno costose, includono l’installazione di cartelli di avvertimento, recinzioni o dispositivi di galleggiamento per i soccorsi. Campagne di sensibilizzazione, come quelle condotte in Colorado, hanno dimostrato la loro efficacia.

La sfida ora è integrare questi rischi nella stessa progettazione delle infrastrutture, tenendo conto dei comportamenti sociali locali. Questo richiede un approccio interdisciplinare, che combini ingegneria, gestione e comprensione delle dinamiche umane. I progressi compiuti nella sicurezza delle dighe mostrano che miglioramenti significativi sono possibili, a patto di adottare una visione più ampia e più umana della sicurezza.


À propos de nos sources

Étude citée

DOI : https://doi.org/10.1007/s11269-026-04771-4

Titre : From Floods to Social Risks: Human-Centered Design for Safer Water Infrastructure

Revue : Water Resources Management

Éditeur : Springer Science and Business Media LLC

Auteurs : Brian M. Crookston; Daniel Valero

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