{"id":17,"date":"2026-03-23T00:07:12","date_gmt":"2026-03-22T23:07:12","guid":{"rendered":"https:\/\/theworldofclimatechange.com\/it\/2026\/03\/23\/la-riduzione-dellinquinamento-da-ozono-attenua-i-rischi-di-fame-globale-legati-alle-politiche-climatiche\/"},"modified":"2026-03-23T00:07:54","modified_gmt":"2026-03-22T23:07:54","slug":"la-riduzione-dellinquinamento-da-ozono-attenua-i-rischi-di-fame-globale-legati-alle-politiche-climatiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/theworldofclimatechange.com\/it\/2026\/03\/23\/la-riduzione-dellinquinamento-da-ozono-attenua-i-rischi-di-fame-globale-legati-alle-politiche-climatiche\/","title":{"rendered":"La riduzione dell&#8217;inquinamento da ozono attenua i rischi di fame globale legati alle politiche climatiche?"},"content":{"rendered":"<h1>La riduzione dell&#8217;inquinamento da ozono attenua i rischi di fame globale legati alle politiche climatiche?<\/h1>\n<p>Gli sforzi per limitare il riscaldamento climatico a 1,5 \u00b0C potrebbero aggravare la fame nel mondo riducendo le terre disponibili per l&#8217;agricoltura a favore delle foreste e delle colture energetiche. Tuttavia, una dimensione spesso trascurata mitiga questa constatazione: la diminuzione dell&#8217;inquinamento da ozono che accompagna queste politiche. Secondo un&#8217;analisi recente che utilizza sei modelli economici agricoli globali, questa riduzione dell&#8217;ozono potrebbe diminuire del 15% l&#8217;impatto negativo delle misure climatiche sulla fame entro il 2050.<\/p>\n<p>L&#8217;ozono presente vicino al suolo si forma quando inquinanti come il metano, gli ossidi di azoto e i composti organici volatili reagiscono sotto l&#8217;effetto del sole. Questi gas sono emessi in gran parte dalle attivit\u00e0 umane, in particolare dall&#8217;agricoltura e dall&#8217;industria. Ad alte concentrazioni, l&#8217;ozono danneggia le colture, riducendo i raccolti e minacciando la sicurezza alimentare. Le politiche di lotta contro il cambiamento climatico, limitando l&#8217;uso dei combustibili fossili e favorendo le energie rinnovabili, comportano anche una diminuzione di questi inquinanti. Meno ozono significa quindi raccolti pi\u00f9 abbondanti, soprattutto nelle regioni dove l&#8217;inquinamento \u00e8 pi\u00f9 forte e le popolazioni sono pi\u00f9 vulnerabili.<\/p>\n<p>L&#8217;Africa subsahariana e l&#8217;India, dove oggi la fame \u00e8 pi\u00f9 diffusa, trarrebbero il maggior beneficio da questo effetto. Queste due aree da sole concentrerebbero il 56% della riduzione globale del rischio di malnutrizione legata alla diminuzione dell&#8217;ozono. Senza questo miglioramento della qualit\u00e0 dell&#8217;aria, i costi elevati delle politiche climatiche e la concorrenza per le terre agricole potrebbero aumentare il numero di persone che soffrono la fame. Al contrario, la diminuzione dell&#8217;ozono compensa in parte questi effetti negativi aumentando i rendimenti, in particolare quelli del grano in India e in Cina.<\/p>\n<p>Le proiezioni mostrano che, senza un&#8217;azione climatica ambiziosa, il riscaldamento globale e l&#8217;aumento dei livelli di ozono farebbero aumentare di quasi 10 milioni il numero di persone esposte alla fame entro il 2050. Con misure rigorose per limitare il riscaldamento a 1,5 \u00b0C, i costi di produzione alimentare aumenterebbero, ma la riduzione dell&#8217;ozono attenuerebbe questo shock. Permetterebbe di evitare che altre 8 milioni di persone cadano nell&#8217;insicurezza alimentare, rappresentando cos\u00ec una compensazione significativa delle perdite causate dalle politiche climatiche.<\/p>\n<p>Questi risultati sottolineano l&#8217;importanza di integrare i benefici indiretti delle azioni climatiche, come il miglioramento della qualit\u00e0 dell&#8217;aria, nella valutazione del loro impatto sull&#8217;agricoltura. Ricordano anche che le strategie di lotta contro il cambiamento climatico devono essere concepite tenendo conto delle loro conseguenze sulla produzione alimentare e sull&#8217;accesso al cibo. Migliorare la produttivit\u00e0 agricola, ottimizzare l&#8217;utilizzo delle terre e ridurre lo spreco alimentare rimangono leve essenziali per conciliare transizione ecologica e sicurezza alimentare.<\/p>\n<hr>\n<h2>\u00c0 propos de nos sources<\/h2>\n<h3>\u00c9tude cit\u00e9e<\/h3>\n<p><strong>DOI\u00a0:<\/strong> <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1038\/s43016-026-01322-3\" target=\"_blank\">https:\/\/doi.org\/10.1038\/s43016-026-01322-3<\/a><\/p>\n<p><strong>Titre\u00a0:<\/strong> Ozone pollution reduction partially offsets the negative impact of climate change mitigation efforts on global hunger<\/p>\n<p><strong>Revue : <\/strong> Nature Food<\/p>\n<p><strong>\u00c9diteur : <\/strong> Springer Science and Business Media LLC<\/p>\n<p><strong>Auteurs : <\/strong> Shujuan Xia; Tomoko Hasegawa; Thanapat Jansakoo; Daniel Mason-D\u2019Croz; Kazuaki Tsuchiya; Shinichiro Fujimori; Maksym Chepeliev; Marta Kozicka; Abhijeet Mishra; Willem-Jan van Zeist; Xin Zhao; Thijs de Lange; Thais Diniz Oliveira; Jonathan C. Doelman; Matthew Gibson; Petr Havl\u00edk; Mario Herrero; Ipsita Kumar; Yuki Ochi; Timothy B. Sulser; Marina Sundiang; Kiyoshi Takahashi; Jun\u2019ya Takakura; Keith Wiebe<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La riduzione dell&#8217;inquinamento da ozono attenua i rischi di fame globale legati alle politiche climatiche? Gli sforzi per limitare il riscaldamento climatico a 1,5 \u00b0C potrebbero aggravare la fame nel mondo riducendo le terre disponibili per l&#8217;agricoltura a favore delle foreste e delle colture energetiche. 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